Alchemical iconography

The Alchemical Opus (La Grande Opera dell’Arte Regia)

Alchemy reveals in the symbol of the Great Work, the process by which Man can arrive at Realization, that is to become conscious of his own true Spiritual Reality. In this work we will explain some allegories and symbols present in the alchemical texts, illustrating the teaching that they veil.

In the Middle Ages the Puritan West considered a heresy the only thought that human beings could rise to the knowledge of their own divine reality. For this the Initiates of that time had to veil their teachings in symbols and allegories. Today this necessity no longer exists, of course, and it is particularly interesting to understand the parallels that bind the Western Initiatory Teaching to those expressed in the East under all other forms, but with an identical substance.

The Initiatic Tradition from the earliest times handed down the Knowledge of the divine reality of man and does so in ways and ways that fit in the form to the different historical periods and to the characteristics of the society of the time. It is the duty of the Initiate to decode and “open” the ancient forms and the ancient symbols, thus bringing to his own conscience the unity of the Teachings through which he will be able himself to reach the goal to which it is destined: the Reintegration of the Self or, in other words, Realization.

He says an ancient motto that the Initiate is able to speak a thousand languages. This is not achieved, of course, by simply studying ancient and modern idioms, but rather by understanding those principles that are the only reality, beyond the veil of Illusion, and knowing how to recognize them in the “thousand languages” or the thousand ways in which they have been transmitted by Tradition. One of these ways is precisely Alchemy.

” Colui che vuole entrare nel regno divino,deve prima entrare nel corpo di sua madre, e morirci…”(Paracelso)

La Scienza Sacra che da sempre, ora, e per sempre, è stata, è, e sarà, l’Anima stessa della Vita: Al-Quemià! Alchimia celeste, Alchimia Divina, Alchimia che Tutto “move”, Tutto nasconde, Tutto manifesta, Tutto esprime in miliardi di volti, soltanto perché la “Bellezza” si compia e si realizzi nell’Unità che si scorge nel molteplice.

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Cos’è allora l’Uomo? E’ l’opera alchemica.

L’operazione alchemica della coscienza Una, che tutto crea e trasforma. La realizzazione della Grande Opera è l’Uomo, Essere ancora lontano da quell’uomo che oggi domina la Terra senza coscienza.

L’Uomo di Leonardo (vitruviano) La quadratura del cerchio, che far luce su quello che ancora oggi ci appare tanto oscuro. Il mistero del Bene e del Male, l’Eden dimenticato, l’imperfezione, il dolore, la Morte! Pe ril profano sembra ancora così difficile da comprendere, da accettare! Ma la risposta è racchiusa nell’Opera Alchemica.Nel Solve et Coagula! Tutto passa da questa legge ferrea, o meglio aurea, ed ineluttabile.

Bene e Male non sono altro che fasi di un’opera alchemica in atto su un piano più alto, su un livello di coscienza dimensionale, in cui vige anche lì, malgrado tutto, nigredo, albedo e rubedo.

Ciò che a noi, forme umane, cellule del macro-corpo-coscienza divino, appare orribile, terribile ed ingiusto, è soltanto una fase di trasmutazione di un piano più alto, fuori dal giudizio limitato e limitante di questa realtà umana. E’ l’azione operativa della Coscienza più ampia che agisce dal Macrocosmo sul Microcosmo da un Il Dio Alchemico!

Le stesse lotte ed atrocità che osserviamo sui campi di battaglia, in ogni parte del mondo, li troviamo anche all’interno del nostro stesso corpo microcosmico, sotto altre forme e spoglie, ma sempre con lo stesso fine realizzativo. Eppure noi non giudichiamo le nostre cellule che si combattono. Tutto ci sembra così normale senza coinvolgerci minimamente.

Dio, o meglio, il Punto origine senza forma e limite, continua la creazione dell’uomo eternamente, attraverso un’azione alchemica. Crea uomini e fa sì che muoiano, come se se ne cibasse, reintegrandoli e rigenerandoli, facendo in modo che Lui stesso si rigeneri e possa dare “informazioni” o “codici genetici” più evoluti alle nuove creature prodotte.

La Creazione non fu fatta in sette giorni, ma si realizza continuamente in sette fasi, dalla più sottile alla più densa, e in altrettante, viceversa, viene distrutta per essere rigenerata.

il-libro-dei-segretiIn questa “semplice”ed antichissima Tavola si nascondono i più segreti ed i più antichi Misteri che l’uomo abbia mai osato conoscere.

Il Patrimonio della saggezza più antica e più profonda da quando l’uomo cammina su questa Terra.
Sapienza ricchissima e molto ambita, tanto da essere stata, per secoli, causa di morte e di oscure trame, al fine di potersi appropriare del Segreto dei segreti e riuscire, finalmente, a dominare su tutto e su tutti.

Comunemente, l’uomo contemporaneo ha una visione delle scienze esoteriche come fossero l’espressione di percorsi occulti, sotterranei, atti alla realizzazione dell’Essere, attraverso l’uso di riti o di metodi arcani, di carattere evocativo e tendenzialmente criptico.

azoth-fouth_woodcutL’Azoth (o Azoto), in alchimia, è un solvente o un farmaco universale,[2] affine ad altre sostanze sottili come l’etere o l’alkahest, che si otterrebbe disciogliendo lo spirito vitale nascosto nella materia grossolana. A partire dall’azoth sarebbe stato possibile cristallizzare la pietra filosofale e operare ogni sorta di trasmutazione: esso fu perciò oggetto della visione e delle ricerche di svariati alchimisti.

L’acronimo V.I.T.R.I.O.L.U.M., che viene usato nella letteratura alchemica, è formato dall’espressione latina Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam, che significa “Visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che è la vera medicina”.

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L’alchimista scava la terra. Scavare o penetrare la terra è il primo passo del processo alchemico. La terra è il corpo, o se stessi. Penetrare la terra corrisponde a penetrare, conoscere, il proprio sé interiore.

Siamo quindi invitati a discendere nella terra, negli inferi, nell’inconscio. La terra è il simbolo dell’uomo fisico. L’uomo deve prendere coscienza del suo mondo interiore, di chi è, cosa sta facendo, quali sono le sue motivazioni eccetera. Una volta rivolta l’attenzione verso l’interno, si scoprirà un mondo nuovo: gli inferi dell’Ade, il regno oscuro delle ombre e dei mostri.

Nel profondo dell’uomo, nell’oscurità della sua psiche, risiedono i moventi delle sue azioni. Dunque il regressus ad uterum, il prendere coscienza di questi moventi profondi, è una condizione necessaria per entrare nella zona di morte illuminata dalla luna, e successivamente sperimentare la rinascita. Terra Mater, la Madre Terra, è sempre stata collegata alla nascita, con l’unione tra uomo e donna (conscio e inconscio), unione dalla quale la nuova vita sgorgherà dopo la morte.Questa discesa viene anche chiamata regressus ad uterum, “ritorno nell’utero”, un termine che viene spesso usato nei riti d’iniziazione. È un ritorno simbolico a un particolare stato primordiale dell’essere che accomuna ogni uomo nell’inconscio collettivo.

f993e4f4e1161c642a2bcfd1f63d4876La porta della saggezza eterna (Heinrich Khunrath, Amphiteatrum Sapientiae, Hanau, 1604)

Nell’alchimia, l’entrata dell’inconscio è spesso rappresentata dall’entrata delle grotte, da racconti di viaggi negli inferi o strani luoghi lugubri del mondo.

Talvolta si trova negli scritti alchemici la rappresentazione del re che si fa il bagno. L’acqua, alchemicamente parlando, rappresenta proprio l’inconscio. Il Re, che è invece la nostra coscienza, vi si immerge proprio per venire a contatto con i suoi contenuti e così portarli alla luce, alla propria coscienza.

alchimia4Un altro modo in cui questo contatto tra coscienza ed inconscio viene rappresentato, è il simbolo della “coniunctio” (congiunzione) o “concepito” (concezione) tra il Re e la Regina, che avviene principalmente nell’acqua, in una sorgente o in una fontana. La Regina quindi rappresenta il femminile, l’acqua, l’inconscio.

Il re e la regina uniti si immergono dentro la vasca che rappresenta l’inconscio, sono portati all’oscuro stato iniziale, dentro a un utero nel quale rinascere. Essi sono spirito e corpo, sono senza l’anima che li unisce, infatti la colomba e l’acqua simboleggiano il vincolo dell’anima.

” Ecco perché il bagno purificatore si comincia a dare ordine a ciò che è separato, attraverso l’unione  con l’anima, a si può raggiungere la totalità”

smaragdtafel_-_amphitheatrum_sapientiae_aeternaeLe prime quattro righe della quarta legge della tavola di smeraldo si prestano ad una interpretazione dai significati interdipendenti, il primo espone la strada magica creativa, il secondo le quattro forze ad essa collegate. Le prime due espongono la doppia polarità negativa e positiva dell’energia creatrice, la terza il divenire simboleggiando la sua metamorfosi continua nei diversi stati di essere, nella quarta la terra è intesa come forma, ciò sta a significare che l’idea per essere vivente deve prodursi in forma. Le quattro forze TERRA, FUOCO, ACQUA, ARIA, sono collegate in antitesi polare in modo da essere equilibrate fra loro.

Ogni idea deve essere trasformata in forma per essere completa e ogni idea è formata dall’unione delle due polarità attiva e passiva. Il processo di vita che scaturisce da questa operazione è dovuto alla presenza di un programma immanente del magma inerte della sostanza unica, matrice di ogni cosa che si realizza in un continuo divenire sostenuto da una struttura quaternaria dell’Universo che può essere però unificata in una legge unica. La potenzialità energia di vita che sorregge la dinamica IDEA-FORMA è un concetto importante perché non mortifica il corpo fisico, ma lo pone come arrivo necessario di un processo naturale, ecco perché l’essere umano è “DIVINO” anche nella sua parte fisica, perché è una componente essenziale del processo primigenio del divenire completo.

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Frontespizio di uno studio in lingua francese sulla Tavola di Smeraldo

Quando nell’alchimia si lavora con i metalli (così vengono chiamate le passioni e le emozioni dell’uomo), il piombo viene usato come materiale iniziale. Gli alchimisti dicono che nel piombo vi è un demone che può causare la pazzia, disturbi e visioni. La discesa nell’inconscio non è priva di pericoli. In senso psicologico può ad esempio sfociare nella schizofrenia. Nella mitologia, l’eroe penetra gli inferi per lottare contro mostri e demoni. Per il suo coraggio e la sua audacia, la Grande Madre, Dea della fertilità, gli offre grande conoscenza e grande saggezza.

Alchimia-piombo-300x255Il piombo, il più impuro dei metalli, deve essere trasformato nel metallo puro, l’Oro, simbolo dello Spirito. In generale, il piombo rappresenta le passioni inferiori e più terrene dell’uomo. E’ su di loro che l’alchimista opera, rettificandole (rectificando) e sublimandole sempre più
imagesIl Taoismo sottolinea l’importanza della purificazione dalle tendenze egoistiche che separano l’uomo dalla sua natura eterna. Un uomo che si sforza d’ottenere il Tao deve rinunciare al desiderio e divenire un bambino che si unisce al Tao. Con questa purificazione, avviene la rinascita.

Pertanto un alchimista deve rifuggire le masse e iniziare il processo di meditatio, auto-riflessione, in silenzio.Nella mitologia greca vi era il Tartaro, nome originariamente usato per indicare gli inferi. Il Tartaro è il mondo psichico nel profondo dell’uomo, dove risiedono tutti gli istinti inferiori, come la brama di uccidere e distruggere, la sete di sangue, la paura, l’odio, la vendetta, il desiderio di potenza eccetera. Non è facile da ammettere a se stessi, ma tutte risiedono in noi. Abbiamo represso tutte le nostre emozioni oscure confinandole nel profondo regno di Tartaros. Questa è l’eredità umana, risalente a tempi antichi.È compito dell’uomo conoscere, sentire ed essere responsabile di tutte le proprie emozioni. Esse non devono essere semplicemente represse, poiché così facendo si otterrebbe l’unico effetto di “comprimerle” in qualche angolino della propria psiche, dal quale potrebbero emergere quando meno ce le aspettiamo. Vanno invece sublimate, cambiate e trasmutate in sentimenti più elevati. La repressione incatena l’uomo proprio agli oggetti che reprime, ma la purificazione li trasmuterà in elementi positivi, portandolo più vicino alla sua vera essenza. Fin quando non intraprenderemo consapevolmente la Grande Opera, dolore e sofferenza disturberanno le nostre vite. Dobbiamo affrontare i mitici mostri nella profondità del nostro inconscio e illuminarli. Essi fanno parte dell’essere umano. Non possiamo scartarli, ma possiamo controllarli, dominarli, imparare da loro, e trasformarli in servitori del Divino. I mostri non sono mostri di per sé, sono soltanto caratteristiche della natura umana che sono state distorte o che quantomeno non ci sono più utili. Noi possiamo rettificarle ed utilizzarle a nostro vantaggio, per ascendere alla Consapevolezza del Sè.

” Questo compito non è per l’aspirante iniziato. È soltanto per gli audaci che osano affrontare l’oscurità dell’anima. Il coraggio di molti fallirà, ed essi torneranno a casa. Perciò il pellegrino non intraprende un sentiero facile, perché il mondo del piacere non è più suo. Egli ha scelto il percorso di Arete (Dea della Virtù), che lo porta verso molti pericoli e strade difficili, in solitudine e con fatica, ma infine diverrà immortale. Chi perderà la vita, la otterrà”

Il Drago

135738Mentre l’uomo comune cerca di biasimare gli altri e biasimare il fato, il nobile cerca il difetto dentro se stesso. (I Ching)

Nel simbolismo alchemico il drago rappresenta ciò che Carl Gustav Jung chiamava l’Ombra. L’Ombra è il nome di una serie di caratteristiche e impulsi che potrebbero essere consci, ma che vengono negati. Allo stesso tempo essi sono riconoscibili e visibili negli altri.

Alcuni esempi di Ombra sono: egoismo, pigrizia, intrighi, fantasie irreali, indifferenza, ossessione per il denaro e la proprietà. L’Ombra è l’essere inferiore in noi che desidera ciò che non ci autorizziamo perché è incivile, perché è incompatibile con le regole della società e con l’immagine della nostra personalità ideale. È tutto ciò di cui ci vergogniamo.

“Il dragone non muore fin quando non è ucciso da suo fratello (il sole) e sua sorella (la luna) insieme” (Michael Maier, Atalanta fugiens, Oppenheim 1618)
dragoneSe vogliamo salvare la purezza della coscienza (la vergine), allora il drago deve essere ucciso. A dire il vero questa espressione non è proprio corretta. In alcune storie in cui il drago viene sconfitto e ammansito, esso viene penetrato da una lancia con la punta di ferro. Il ferro veniva sempre considerato un metallo speciale, poiché si trovava nei meteoriti. In quanto metallo associato a Marte, il ferro ha una forza attiva, distruttiva. La lancia, come simbolo fallico, è il “fuoco segreto” alchemico. Allo stesso modo il Dio greco del sole, Apollo, penetrò il Pitone di Delfi con delle frecce e lasciò il Pitone a marcire accanto al tempio. Da allora quel luogo ha nome Pytho (putrefazione). E questo ci introduce alla conoscenza della prima delle tre fasi della Grande Opera: l’Opera al Nero, o Putrefazione.

Il drago morto subisce una trasmutazione. La morte del drago non è una fine, ma l’inizio della Grande Opera. Dal drago morto si levano vapori e sostanze volatili, come si vede nelle immagini alchemiche. Altrimenti detto, la terra è parzialmente trasformata in acqua e ascende sotto forma di vapore.

L’uccisione del drago richiama anche un evento cosmico. È la penetrazione della materia prima come oceano primario, o caos primario del fuoco segreto o spirito divino. Il serpente di fuoco emanò fuoco e luce nelle acque primarie. Quando il drago (o serpente, dato che il gatto di Ra, il dio sole, tagliò la testa del serpente Apophis), venne ucciso, il caos originale cessò e il processo di evoluzione cosmica ebbe inizio.

Bisogna notare che quando l’alchimista parla del Drago Verde, egli si riferisce allo spirito universale presente in tutto, da non confondersi quindi con lo stesso concetto del drago degli inferi.

Alcune fonti sostengono che nella testa del drago si trovi una pietra, un chiaro riferimento alla pietra grezza, ‘prima materia’ o materia prima.

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Quello che vediamo al centro della rappresentazione è l’albero metallico (L’albero alchemica) con i suoi frutti, sul lato destro di questo appaiono i due metalli più pieni di Tintura o zolfo, il rame e il ferro, identificati con i rispettivi simboli di Venere e Marte più sotto vediamo il simbolo del sole, ovvero dell’Oro.
Possiamo affermare che questa zona destra sia la parte maschile, la parte più solforosa.
I simboli a sinistra, La zona feminille, invece rappresentano i metalli più Argenti, ovvero più pieni di mercurio, lo stagno e il piombo, rispettivamente con i simboli di Giove e di Saturno, e sotto la luna-Argento. Tutti questi metalli-frutti incasellati da stelle a otto punte, nascono da alcuni ramoscelli provenienti come vediamo da un unico tronco. I frutti più in alto sono sottolineati da un triangolo con la punta in alto, che sappiamo simboleggiare il fuoco. Il vertice di questo triangolo punta il frutto mediano, il Mercurio, posto in una stella fiammeggiante. Nella parte inferiore, nella zona del fusto senza rami, vediamo un triangolo con la punta verso il basso e che indica l’acqua, all’interno di questo, ai vertici, troviamo i simboli dei principi, Sale: rappresentato dal piccolo quadrato, Zolfo e mercurio; la punta del triangolo cade nel tronco, e non fuori come gli altri due, ed è ancora ,come nel triangolo superiore, il Mercurio a prendere il posto di mediatore. Ai lati dell’albero vediamo due personaggi, quello sul lato destro è più anziano e porta una scure nella mano sinistra, mentre tiene l’altra mano come ad indicare il simbolo dello zolfo nell triangolo inferiore. La scritta superiore a questo indica che questo vecchio è Senior (il vecchio). Il personaggio giovane sulla sinistra invece, indica il tronco dell’albero senza rami, anche lui porta una lunga spada ma non è sguainata. La scritta superiore indica che si tratta di Adolfo

Nigredo-Albedo-Rubedo La Nigredo – L’Opera al Nero

Il saggio non è sorpreso dalla morte, egli è sempre pronto ad andarsene.(La Fontane)

Nigredo, o “nerezza”, nel linguaggio alchemico significa putrefazione, decomposizione. Con la penetrazione del fuoco esterno, il fuoco interno viene attivato e la materia inizia a putrefarsi. Il corpo si riduce alla materia prima da cui originò. Questo processo viene anche chiamato “cottura”. La terra nera è chiusa in un vaso o in una borraccia e scaldata.

Immagine5Basilius Valentinus, Azoth, Paris, 1659

Il corpo deve essere decomposto. Ciò significa spostare la propria consapevolezza all’io interiore. I pianeti rappresentano entrambi stadi di questo processo durante il quale le energie del corpo devono essere trasmutate. La stella Saturno è nera, giacché Saturno simboleggia la Nigredo. Il Sole e la Luna sono gli opposti da unire, e il fuoco e l’aria sono gli elementi che stimolano la decomposizione. Il corvo nero è un altro simbolo della Nigredo. I due uccelli che escono dal corpo sono l’anima e lo spirito. Bisogna diventare consapevoli della propria anima e del proprio spirito. Il cerchio evidenzia l’idea dell’unione o unificazione.

 “La putrefazione è così efficace che distrugge la vecchia natura e la vecchia forma dei corpi in decomposizione, li trasmuta in un nuovo stato dell’essere per dar loro un frutto completamente nuovo. Tutto ciò che vive, muore; tutto ciò che è morto si putrefà e trova nuova vita”
(Pernety, 1758)

Nella mitologia, la Nigredo rappresenta le difficoltà che l’uomo deve superare durante il suo viaggio negli inferi, ossia all’interno di se stesso. La Nigredo è talvolta definita “più nera del nero più nero”. Ercole doveva portare a termine dodici compiti quasi impossibili. Il pellegrino incontra tradizionalmente ombre, mostri, demoni. Negli antichi misteri i candidati dovevano subire prove iniziatiche difficili, a volte dolorose e addirittura pericolose.

 

Oltre alla testa di corvo (“caput corvi”), uno dei simboli della Nigredo in alchimia è la “decapitazione”. Tutti questi simboli fanno riferimento alla morte dell’uomo comune, intesa come morte del suo caos interiore e dei suoi dubbi, poiché egli è incapace di trovare da solo la verità dentro di sé. In una delle sue fatiche, Ercole pulisce le stalle di Augias, a rappresentare la pulizia di tutte le impurità interiori.

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Johann Daniel Mylius, Philosophia reformata, Frankfurt, 1622

Un frate in meditazione in una crepa della terra mostra che l’alchimia era innanzitutto una pratica spirituale. Le due figure assomiglianti a uccelli sono l’anima e lo spirito di cui si deve divenire consapevoli.

Psicologicamente,la Nigredo è il processo in cui ci si dirige verso il ritrovamento dell’auto-conoscenza. Un problema riceve piena attenzione e viene ridotto alla sua essenza. Ciò non viene fatto in maniera esclusivamente mentale o intellettuale,ma soprattutto usando le emozioni. Con la vera immersione si causa la putrefazione,la decomposizione di ciò in cui si era incastrati.

 

Il confronto con la realtà interna è spesso doloroso e può portare alla depressione. Ma una volta entrati nella profondità del buio, con la scoperta del seme del problema – il seme nella materia prima – nasce la luce bianca (albedo, bianchezza, la fase seguente). Sorge uno stato di riposo. La presa di coscienza del problema è stata ottenuta, il problema è stato emotivamente elaborato ed emerge la conoscenza su come affrontarlo in un modo più positivo e costruire così un atteggiamento più puro.

Gli alchimisti parlavano di sciogliere “il miscuglio” (l’uomo con tutte le sue complessità) allo scopo di tornare al germe.

“Ciò da cui una cosa è stata fatta in modo naturale, attraverso quella stessa cosa deve tornare a uno stato dissolto nella sua stessa natura. Tutto deve essere dissolto e ridotto a quella forma da cui scaturì” (Anton Joseph Kirchweger, 1728)

La “Materia” deve essere spogliata delle sue superfluità per arrivare al centro che contiene tutto il nucleo del “miscuglio”. Il seme è l’essenza e contiene tutte i poteri essenziali del corpo. Bisogna arrivare al centro dei problemi, al centro delle emozioni, il centro di se stessi. Lì risiede il potere della trasformazione.

Saturno è il pianeta che simbolicamente governa la fase della Nigredo. Analogamente a Mercurio, il simbolo di Saturno viene usato, in alchimia, come simbolo del caos, della materia prima sotto forma di pietra grezza e della pietra filosofale. Questi sono tutti simboli che indicano l’uomo all’inizio del processo alchemico. Saturno, coi suoi strumenti tradizionali – la falce e la clessidra – è il dio della morte e della putrefazione, dalle quali sorgerà nuova vita. Come la lancia e la spada, la falce è uno strumento di penetrazione. Saturno è il piombo del filosofo. È il dio che causa malinconia e visioni demoniache. La “Malinconia” è un altro termine che indica la Nigredo. Dato che può sorgere la malinconia quando si lavora alchemicamente su se stessi, l’alchimista consiglia l’uso della musica per innalzare l’anima.

l’espressione alchemica: “la nostra terra nera è terra fertile”, esprime la trasformazione della morte a nuova vita, chiaramente descritta nella tredicesima carta dei tarocchi. Per dar vita a un nuovo inizio la putrefazione è una fase necessaria. La vita stessa è un ciclo di morte e rinascita, con la continua creazione di nuova vita che da all’uomo l’opportunità di lavorare su se stesso e sforzarsi di perfezionare la propria condizione.

Gli alchimisti sostengono che la Nigredo dura quaranta giorni. Questo periodo di quaranta giorni ha un valore simbolico: Gesù digiunò per quaranta giorni nel deserto; ci sono quaranta giorni di digiuno tra la Pasqua e l’Ascensione; gli israeliti girovagarono nel deserto per quaranta giorni; il diluvio universale, con il quale Dio mondò la terra dai peccatori, durò quaranta giorni e quaranta notti; Sant’Antonio passò quaranta giorni nel Sahara, tormentato da estreme visioni erotiche e demoni.


La Coda del Pavone

“Ciò che impedisce agli uomini di vedere e udire Dio è il loro udito, la loro vista, la loro volontà. Con la loro propria volontà essi si separano dalla volontà di Dio. Vedono e sentono con i propri desideri, i quali impediscono loro di vedere e sentire Dio. Cose terrestri e materiali li tengono all’oscuro e non riescono a vedere al di là della loro natura umana. Se stessero fermi, desistessero dal pensare e dal sentire con i propri egoismi, se vincessero la loro volontà, entrassero in uno stato di abbandono, in una divina unione con Cristo che vede Dio, ode Dio e parla con Lui, che conosce il mondo e la volontà di Dio, allora l’eterno udire, vedere e parlare sarebbe loro rivelato.” Jacob Boehme (1575-1624 C.E.)

La ‘Cauda Pavonis’, la coda del pavone, o il pavone stesso, simboleggia una fase in cui appaiono molti colori. La maggior parte degli alchimisti collocano questa fase prima dell’Albedo, la bianchezza. Solo pochi la situano dopo.

Gerhard Dorn (XVI secolo) ebbe a dire: “Questo uccello vola durante la notte senza ali. Alla prima rugiada del cielo, dopo un ininterrotto processo di cottura, ascendendo e discendendo, dapprima prende la forma di una testa di corvo, poi di una coda di pavone; le sue piume diventano bianchissime e profumate, e finalmente diviene rosso fuoco, mostrando il suo carattere focoso”.

The colors refer to the three stages of the Great Work, with the Rubedo, or redness, last.

imagesIl disegno rappresenta Distillatio, “distillazione”. A un certo punto della distillazione apparirà la coda di pavone. The symbol of the peacock’s tail was chosen because of its many colors and bright “eyes”. It is said that originally these were the eyes of the Greek Argus, whose name means “he who sees everything”. Argus was a very strong giant with a hundred eyes. At any moment fifty of them were open and fifty slept. He was beheaded by Hermes. Hera, the mother goddess, placed her eyes on the tail of her favorite bird, the peacock.

The phase of the many colors was also symbolized by the rainbow, or by the goddess of the rainbow, Iris, the messenger of the gods, who in particular acted as an intermediary between Zeus and the mortals.

In the Great Work the peacock’s tail can have two meanings. It can be the collection and the totality of all the colors in the white light. Recall that white light refers to the second stage, the Albedo, or whiteness. In this sense, in ancient times, the peacock was considered a real bird and corresponded to the phoenix.


Albedo – Whiteness
The messenger of light is the morning star. Thus man and woman approach the dawn of knowledge, for in it is the seed of life, a blessing of the eternal. (Haji Ibrahim of Kerbala)

At the end of the Nigredo, a white light appears. We have arrived at the second stage of the Great Work: the Albedo, or whiteness. The alchemist has discovered within himself the source of his life, the source from which the water of life flows, giving eternal youth.

The source is one: male and female are united. In alchemical images we see a fountain from which two flows enter the same tank.

Albedo is the discovery of man’s hermaphrodite nature. In a spiritual sense, every man is hermaphrodite. This is evident in the first embryonic stage of the fetus. There is no sex until after a certain number of weeks after conception.

When man descended into the physical world, a world of duality entered. On a physical level this manifests itself through the differentiation of the sexes. But its spirit is still androgynous, it contains duality in unity. Its unity is not linked to space, time or matter. Duality is a characteristic of our physical world. It is transitory and will eventually cease to exist. When the male and the female are united again, one will have the experience of the true Self. The conscious and the unconscious will be completely united.

The albedo occurs when the sun rises at midnight. It is a symbolic expression that represents the sunrise in the depths of the darkness of our consciousness. It is the birth of Christ in the heart of winter. In the depths of a psychological crisis, positive change takes place.

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Frontispiece From Nicolas De Locques Les Rudiments De La Philosophie Naturelle Paris 1665 - Alchemical And Hermetic Emblems 1 - Alchemical PicturesLes Rudiments de la Philosophie, Nicolas de Losques, Paris, 1665

The alchemist descends into these abyss to find the raw material, also called “Green Lion”. The green color refers to the primitive life forces. Even Venus has green color. An important feature of Aphrodite is that it helps us in our shortcomings. It gives us ideals and dreams to be realized. But it also gives us scary images to make man aware of his inferior nature. “With its beauty Venus attracts imperfect metals and gives rise to desires, and pushes them to perfection and maturity” (Basilio Valentino, 1679). Liberation can only happen by becoming conscious of the lower nature and of how it is transmitted. The union of Hermes and Aphrodite. The moon is above the alembic, indicating the phase of Albedo. The sun above represents the next phase of the Rubedo. At the same time, the sun and the moon are the opposites to unite. Aphrodite has two torches, one of which is turned down, to represent the inferior passions to transmute. The torch pointing upwards is the purified energy. Aphrodite is above a tetrahedron, the perfect three-dimensional body, since all angles are equidistant, which results in the absence of tension.

Further alchemical images representing the Albedo are the baptism in which it represents the purification of body and soul with “living water”. The “living water” was considered the creative force of the divine. It allowed the soul to be welcomed into the community of the Holy Spirit. Therefore baptism allows the purified soul to bring about the resurrection of Christ. This is the “hieros gamos”, the “sacred marriage” between soul and Christ. Christ represents our very inner divine essence.

There are many other alchemical symbols for the second phase, or Albedo: the white swan, the rose, the white queen, and so on. As lead is the metal of Nigredo, silver is the metal of Albedo, transmuted from lead. And since silver is the metal of the moon, the moon is also the symbol of the Albedo. Alchemists also speak of white stone or white enamel. They all basically mean the same thing, even if we have to understand them in the context in which they were written.


Rubedo – Opera al Rosso

Il processo alchemico è un metodo di autoconoscenza che l’anima attraversa ben al di là del suo regno d’esistenza. (Mary Anne Atwood)

Il gioiello è andato perduto nella materia E tutti lo cercano. Alcuni lo cercano a est Alcuni a ovest Alcuni nell’acqua E alcuni tra le pietre. (Ma il servo Kabir)

Ha trovato il suo valore E lo ha accuratamente avvolto Nel lembo del mantello del suo cuore. (R.Tagore, Kabir 72)

L’Albedo è una fase il cui significato venne tenuto segreto per molti secoli. Il significato della terza fase alchemica, Rubedo o rossezza, è ancor più segreto e non semplice da spiegare o capire.

Pkingandqueenhilosophia reformata, Johann Mylius, Frankfurt, 1622

The union of the Red King with the White Queen, symbol of the union of male and female, albedo and rubedo. Otherwise said, when the albedo was obtained (having discovered the divine light in the self), the “spirit” must be welded (the eagle downhill), obtaining the Rubedo. The two lions with a head signify the unified nature that has been obtained. The water of life flows from their mouth

The Rubedo is the phase following the Albedo. This is why they are often represented in connection with each other, like the White Queen and the Red King. Once the white light has been discovered, it must be made the only reality in our consciousness. After the descent into the unconscious, in the darkness, in the underworld, the light was found, the volatile Spirit was found. Now the volatile spirit, or living silver, must be fixed or coagulated. This means that our conscience, or attention, must completely penetrate the unconscious, or soul, or all that is hidden within us. By doing so, we fix (that is, we bring to consciousness) the bird and make it durable. When everything in us has been purified and the Light appears, we must weld this Light and make it durable so that it remains ever present.

 

The white sulfur obtained during the Albedo is also called: “the bodies composed of the pure essence of metals”. Metals are the contents of the soul, and now they have been reduced to their pure essence. Now that the soul has been penetrated by pure light, the alchemist must make it permanent.

In Eastern philosophies Rubedo corresponds to the formation of the “diamond body”, a term appropriate to the pure and permanent Philosopher’s Stone.

 

Immagine12Scritinium cinnabarium seu triga cinnabriorium, Godfred Schulz, Halle, 1680

The risen alchemist passes from darkness to light.

In Christianity it corresponds to the resurrection of Christ. Jesus “firm” the garment of light of Christ. Jesus abandoned his old body and brought his inner divine being, the body of Christ, to consciousness and made it his reality. What Jesus did two thousand years ago can be done in the same way by each of us, because we are all partakers of the divine, and we all carry the divine essence, or body of Christ, into us.

When the Rubedo was created, the alchemist accepted his spiritual heritage. It has become what it has always been without ever having known it. He realized his divine essence while still in his physical body. It is what the gnostics called pneuma, the divine spirit in every man, hidden in the profound darkness of the world, which can be made conscious again. When the Rubedo has been manifested, man is a master both on the physical and on the spiritual world. He has become the King, master of himself.

 

When the unification of all the energies of the four aspects of totality has been achieved, a new state of being arises that is no longer subject to change. Chinese alchemy calls it the “diamond body”, which corresponds to the incorruptible corpus (untouchable body) of European alchemy. It is analogous also to the corpus glorificationis (glorified body) of the Christian tradition.

“As the body was slow, raw, impure, dark and destructible because of lack of power and energy, so the rebirth unifies it to the soul and the spirit – vivified and volatile, light and penetrating, pure, refined and clear, transshipping energy, indestructible and full of energy, and is able to maintain this state “. (Franciscus Kieser, about 1600).

“Go above every height, go down further than any depth; receive all the sensory impressions of creation: water, fire, dry and wet. Think that you are present everywhere: in the sea, in the earth and in the sky; think that you have never been born and that you are still in an embryonic state: young and old, dead and in the afterlife. You understand everything at the same time: time, space, things: quality and quantity “burns like incense in my heart, and the breath of everything sounds like a flute through my thoughts”

The Gold
“There is a fountain in the sky overturned In it a flame burns day and night.This flame burns eternally And does not need wick or oil Day and night the flame burns, all year, every season, and knows no changes” (Paltu Sahib)

The achievement of the Rubedo, or redness, is symbolized by the transmutation in gold. Alchemists often speak of “living gold”. The “living gold of the philosophers” is the pure fire within the philosopher’s stone, or the living silver, or the basic moisture of nature which is completely penetrated by fire. Living gold is the stable seed that vivifies the living silver of the philosopher and the material of stone, that is, the basic moisture of metals. It is a light dressed in a perfect and pure ethereal body. All this seems mysterious, but read it again and know that living gold is pure consciousness, pure awareness.

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Actorum Laboratoriichici Monacensis, seu Subterraneae, Johann Joachim Nercher, Frankfurt, 1669

The alchemist is reborn as the Sun, which is equal to the Gold. He was enlightened, he himself became light, and now dominates the three kingdoms of nature.

 

A description of what the alchemists meant by the term gold is found in a manuscript entitled La Lumiere sortant des Tenebres (The Light Coming from the Dark). Let us remember that sulfur and gold always represent consciousness, awareness.

“Not for nothing did the philosophers give sulfur, or fire, the name gold, for it is indeed gold both in essence and in substance, but much more perfect than common gold. It is a gold that is completely sulfur, or rather a true sulfur of gold, a gold that is totally fire, or the true fire of gold that grows in caves and in philosophical mines; a gold that can not be changed or surpassed by any other element; a very stable gold in which there is only stability; a very pure gold because it is the same purity; a very powerful gold because without it all the rest languishes; a balsamic gold because it preserves the bodies from decomposition; an animal gold because it is the soul of the elements of the entire lower nature; a mineral gold because it is of sulfur, of living silver, of salt; an ethereal gold because its nature is celestial and is a true earthly sky veiled by another sky; finally it is a solar gold, since it is the legitimate child of the Sun and the true Sun of Nature; its power gives strength to the elements whose warmth vivifies the souls and whose movement brings the whole Nature to the movement; from its influence rises the power of things, for it is the influence of light, a part of the heavens, the lower sun, and the Light of Nature, without which even science would be blind; without his warmth, reason would be stupid; without its rays the imagination would have died; without its influences the spirit is sterile; and without his light the intellect would remain in eternal darkness “.

Sometimes alchemists talk about three types of gold. The first is an astral gold, whose center is in the Sun. It transfers this gold with its rays simultaneously to all the lower planets with its light. It is a burning substance and is a constant emanation of the stellar bodies that permeates the entire universe. The space, the atmosphere of the planets and the planets themselves are full of them. We constantly absorb this astral gold with our breath. The astral particles of gold then spread all over our body. This alchemical description accurately corresponds to what in oriental philosophies is called prana.

The second type is elementary gold. It is the purest and most fixed part of the elements and of all the compound substances. All the living beings of the three natural kingdoms have this precious elemental gold within them. It is also called central fire of the earth. The third type is the common metal, gold.

Alchemists also say that elementary gold (pure consciousness) is the philosopher’s stone made pure and perfect by the Great Work.

Gerhard Dorn (16th century) describes alchemical gold as the divine and creative influence present in all matter. “Gold is the medicine that in its original functioning is hardened by the art of alchemy, and therefore can influence all other earthly and material things in a positive way … Gold is the form that has been separated or carried away from its outer body, and it is so penetrating that with its celestial form it influences every exterior thing. Gold is the divine seed hidden in all things, not only in metals, but in all material things, and can be made visible with heat. And just as in the beginning, when God created the world and had a creative influence on matter, with this gold (which you got from matter) you have what repeats God’s creative work – with that, you have a small portion of it the hands. With this, with the power derived from God, things can be created and transformed. Gold has its power because it has the virtue of being one. Even vegetables can cause a medicine to emerge that can be used in this way “.

The philosopher’s Stone

You will not find the philosopher’s stone until you are perfect. (Grillot de Givry)

As there is oil in the sesame seed and a spark in the flint so your Beloved is in your body. Wake it up if you can. As the pupil is in the eye so the creator is in the body. The fool does not know this secret and runs out looking for it in vain. What you are looking for is in the four corners of the earth. It is Inside, you do not see it, because it lives behind the veils of illusion. (Kabir Sahib)

From the twelfth century onwards, the alchemists spoke of an agens necessary for transmutation. Thisagens had many names, but the best known is “Philosopher’s Stone”. Other names are: philosophical powder, great elixir, quintessence. The philosopher’s stone could transmute metals into gold. In the Great Work, the philosopher’s stone is the man himself, being he at the beginning of the Great Work and at the end. In general, stone is the universal spirit, present in all that has been created, and therefore also in the same alchemist.

“We never understood what the ancient philosophers meant by the philosopher’s stone. You can not answer this question before you have understood that the alchemists placed their attention on something unconscious. Only the psychology of the unconscious can explain the secret. The unconscious theory teaches us that as long as this projection is directed to that something, it will remain inaccessible. So the work of the ancient alchemists reveals very little of the secret of alchemy “(Carl Gustav Jung). The philosopher’s stone is the symbol of the perfect man, the end result of philosophical work. Although it is often associated with living silver and sulfur, the philosopher’s stone is difficult to explain in words. We simply do not have the language to do it.

One should also consider the fact that alchemists often used a symbolic language. Symbols are a means of transmitting information, but this means requires a totally different approach to understanding, something that we find difficult in modern society.

“The philosopher’s stone is above all the creation of man by himself, that is to say, the whole conquest of his own potential and his own future; it is in particular the complete liberation of one’s own will, which will give absolute dominion over Azoth and the realm of magnetism, that is to say, absolute power over universal magnetic force, is often related to life force. In some alchemical engravings, water flows from a stone. The stone is the philosopher’s stone, source of the elixir of life: “what is like fire but flows like water”. We all have it inside us “

The philosopher’s stone is also present in the legends of the Grail. In that case it is the cup full of chivalrous and good deeds, which will restore fertility to the kingdom of the King. The king in these legends is our higher self, our divine Self, the Spirit, the Heavenly Man, who has been relegated down into the earthly world. Finding this stone, or the inner divine, and working on oneself to bring it to the surface, will give success to the King’s Palace.

“the Grail is a precious stone, bearer of rich fruits of Wisdom and Purity” (Wolfram von Eschenbach)

Elixir and dyeing ach

Colui che beve dall’acqua che proviene daldivino diverrà come una sorgente nella loro innalzandosi alla vita eterna. (Vangelo dei dodici apostoli, 28:10)

In alchemical terms, the body is reduced to live water from which the elixir is generated. Otherwise said, a life-giving spirit is created. Elixir is a synonym of the philosopher’s stone, but the alchemist uses the term elixir when first talking about energy and healing properties.

According to some alchemists, the elixir is the second phase of the Great Work, while the dye is the third phase. Since the second phase is the Albedo, or whiteness, even the tincture is called: “white dye”. It is the state of cooked or digested matter that takes on a white color. When it is projected onto metals, it transforms them into silver. It is a medicine for plants and minerals. We are talking about a purified spirit (man) who, even if only at the second stage, is already guaranteeing the body and the soul.

The red elixir corresponds to the third phase: the Rubedo or redness. It indicates the perfect stone. The Arab alchemists simply called it elixir, which meant “yeast”. The yeast raises the dough, which in the philosophical sense indicates a “multiplication”. In relation to the elixir, life energy is multiplied and therefore in living beings it has a healing function. The elixir cures all ills and makes perfect (ie healthy again) all imperfect metals (such as organs and cells).

The term tincture is used for its penetrating quality. Dyeing is the last degree of transmission of natural bodies. Bring all imperfect things to perfection. Paracelsus speaks to the tincture as a very noble substance that colors all metallic and human bodies, and changes them into a higher essence. It penetrates all the bodies and makes them “ascend” as the yeast does.

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Rosarium philosophorum, Frankfurt, 1550

 

Artephius (twelfth century) wrote in his “Secret Book” that he had been alive for two thousand years thanks to his elixir. Similar statements were made by other alchemists. It is said that the well-known Count of Saint-German (XVII-XVIII century) does not age because of the elixir. Let us remember that it is not a physical substance, but the divine inner energy of the alchemist who has been brought forward and who keeps the body young.

It has always been believed that there was some kind of liquid, or drink, that could prolong life and give the body almost immortality. Unfortunately the common man often took this concept literally and tried to create a liquid. This liquid, or water of life, is a symbolic term for what is present in man himself. Water of life that flows from a fountain, the fountain of youth.

 

In the ancient Hindu scriptures (the Vedas and the Puranas) lies the concept of Amrita. Amrita is the drink or food of the gods. It is the food that gives immortality, and is created by the ocean of milk. The Greek gods drank Ambrosia or Nectar, which had the same characteristics.

Alchemists and kabbalists speak of the water of life in terms of, for example, Ab-e-Hyat, or “pungent, burning essence”. More commonly it is called “alkahest” or common solvent. The alchemist produces his dye by purifying his body, his emotions and his thoughts, until he identifies himself with his divine essence. When the divine essence is realized, the water of life flows and takes away all the remaining waste, leaving the pure gold.

Elixir or dyeing makes the alchemist a new man. He is reborn and is immortal, partaking of divine wisdom and unity with the Source of all. He has become a King of Heaven.


The Single Operation

One should not abandon the duty for which one is born, even if it has some imperfection; because everything that is done is wrapped in imperfection, just as the fire is enveloped in smoke. (Bhagavad-gita 18:48)

The alchemist often repeats that the entire alchemic work is a unique process that requires a single, simple action. This action has different names, depending on your point of view. It can be called purification, washing, cleaning, heating, cooking, distillation and so on. Some alchemists put these terms in an apparently chronological order.

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Atlanta Fugiens, Michael Maier, Franfurt, 1617

The whole work is nothing but heating, cooking: one of the many symbols that show how the entire alchemical process is nothing but continuous action. It can be called meditation, or clear awareness, but it must be done continuously. This is the only way in which the purification of the body and the soul will result in revealing the true divine nature of the practitioner.

At the beginning, the work is called dissolution, because the central fire, which has been stirred up, transforms the earth into water. Dissolution is the reduction of what is fixed and dry in water essence. The fixed is made fluid. The fluid is also called live silver or raw material. Says on dissolution, Pernety (1858): “The philosophical solution is the transformation of fixed base humidity into a watery body. The origin of this dissolution is the volatile spirit enclosed in the first water “.

One could say that one’s consciousness, which is always present but somehow hidden in itself, works with the action of the will, to bring the daily consciousness (the fixed) into the unconscious (water). One could also say that one becomes more aware of what is happening inwardly, especially the subtle feelings and energies, both of which are often compared to water.

By means of this continuous heating or cooking, it occurs when it is stuck. The vapors cool and condense. The condensed water goes down and penetrates the earth. The process is repeated again and again.

After distillation, fixation takes place, or coagulation. Fixation is the inseparable union of the fixed with the volatile, or sulfur and bright silver, in a material so durable that it is unassailable by fire. While all this is happening, the heating of matter continues.

The whole process is nothing but warming. The fire must be maintained (ie one’s attention must be kept focused).

Distillation, or purification, is actually the continuous improvement of oneself in order to eradicate all selfish action or negative emotion. For this reason it is necessary to maintain continuous vigilance and diligence.

Some alchemists associate a planet with each successive stage of the Great Work. Although distillation remains the same throughout the entire process, in symbolic terms the alchemist ascends from the planet Saturn to the planet Mercury. It starts with Saturn, the coldest and heaviest planet, the evildoer, the god of time and death. Mercury is the lightest planet, located next to the sun, immersed in the light and heat of that star. It is here that the alchemist discovers eternal youth.

When in this way the alchemist ascends through the planets, he transforms his characteristics. Each planet corresponds to certain psychological characteristics.

The process of the Great Work, as we said at the beginning of this work, is not expressed only in alchemical symbolism, but in many other Traditions, both Eastern and Western.

The seed, like the grain of wheat. The Egyptians planted wheat grains on mummies, so that they sprout, symbolizing the resurrection of the dead. Osiris was also the god of fertility, and so was called “The Great Green”. His skin was often depicted in green. The alchemists speak of the “green seed” in nature, that is, the raw material, or green dragon, the fertile energy of life that penetrates everything.

“When you do two, you will do one, when you make the inside like the outside, the outer part as the inside and the upper part as the lower one, when the male and the female will make a single being so that there is neither male nor nor female, when you make eyes in place of an eye, a hand in place of a hand, a foot in place of a foot and an image in place of an image, then you will enter the Kingdom “(Gospel of Thomas, 22)

The sacred marriage, the conjunctio or coitus, refers to the union of our divine spirit with the soul and finally with the body. One could say that in the common man the spirit, the soul and the body are somehow separated from one another, even if they work with one another. The goal of the Initiate working on his Great Work is to reunite the three principles,

In alchemical manuscripts, the conjunctio is portrayed as the union, or coition, between King and Queen, between the red man and the white woman, or simply between husband and wife.

“Connect the slave to his fragrant sister, and alone they will perform the whole work; for as soon as the white woman is married to the red man, they will embrace firmly and become one, they will decompose and perfect each other: from the two bodies that were before, they will become one body prepared for perfection “( Donum Dei, early 16th century).

This quote shows that the conjunctio is often portrayed as an incestuous relationship. This, beyond any moral consideration, indicates that all the material of the Work is within ourselves. (Rosarium philosophorum, 1550) a bizarre but entirely symbolic union.

Carl Gustav Jung argues that this symbolic incest is the descent, or penetration, into the unconscious. It is a regressus ad uterum, or a return to the maternal uterus. The penetration of women is equivalent to the penetration of water or the unconscious. In this way we see that the conjunctioviene depicted with the coitus between husband and wife, king and queen, but also with the king who takes a bath or drinks water. Sometimes coitus between man and woman takes place in water, in a tub or in a fountain. Water is also a symbol equivalent to mercury or living silver.

The alchemist Gerhard Dorn spoke of man’s body, soul and spirit. The body (corpus) corresponds to what we would now call the Jungian term of “shadow”. He considered the soul a neutral vital energy, composed of habits, hopes and desires. The spirit (animus) was the will, the concept of ego. The spirit is always good and has higher mental powers. In the ignorant man they form a trinity, because man is not aware of all three things, but perceives them as one.

Dorn said there are three conjuncti:

The first occurs with the separatio, or distractio. The soul separates from the body when man becomes aware of these two things. The soul and the spirit come together, which he calls unio mentalis. At the moment when man becomes aware of not being his body and begins to perceive the difference between it and the soul and the spirit, the body ceases to be the sole motive of its desires and needs and begins not to express more their negative impulses. The body and its needs are submitted to the will of the soul.

The second conjunctio is the unio mentalis united with the purified body. This occurs when, as a result of the continuous purification of the lower, physical, emotional and mental drives, the connection of the three principles becomes effective. Body, Soul and Spirit are now aligned and work as a whole and harmonious whole.

It is only then that the third conjunctio can take place: the combination of spirit-soul-body with the unus mundus. “L’unus mundus is the potential world of the first day of creation, when nothing existed in actu, that is to say in duality or multiplicity, but only as One”. It is an entry into unity, in which one perceives everything as one.

Also the alchemist Pernety (1858) knew the three conjunctio:

“The first is called double coniuctio. It is found between agens and patiens, between the male and the female, the form and the substance, the bright silver and the sulfur, the thin and the raw.

The second is called triple, because it unifies three things: the body, the soul and the spirit. Thus he transforms the trinity into unity. The third is called fourfold, because it unifies the four elements into one, but includes the other three “.

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